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Filiera Automotive: siglato il nuovo accordo commerciale UE Giappone

Accordo UE – Giappone: in arrivo un risparmio di 1 miliardo di Euro di dazi doganali

Per gli esportatori europei sono in arrivo buone notizie. Europa e Giappone hanno concluso l’accordo che prevede la soppressione di oltre il 90% dei dazi delle esportazioni  Ue in Giappone. Secondo l’intesa, il Giappone si impegna a liberalizzare l’86% delle proprie linee tariffarie già al momento dell’entrata in vigore dell’accordo commerciale. Al termine dello staging period (fino a 15 anni per alcuni prodotti) la liberalizzazione riguarderà il 97% delle linee tariffarie, mentre l’UE partirà con il 96% fin da subito per arrivare al 100%.

Le liberalizzazioni avranno ricadute importanti su settori strategici per il made in Italy, come moda, alimentare e automotive.

Filiera automotive: ecco le novità

Per quanto riguarda la filiera automotive, in ragione della natura sensibile del prodotto auto, le linee tariffarie relative agli autoveicoli saranno liberalizzate dopo 7 anni dall’entrata in vigore. Quelle relative ai componenti avranno un periodo di transizione più breve, entro i sette anni dall’entrata in vigore dell’Accordo (Fonte Anfia). Elemento centrale dell’Accordo è l’impegno preso dal Giappone ad eliminare le barriere non tariffarie (NTBs) alle esportazioni dall’UE, attraverso uno specifico Automotive Annex.

In arrivo vantaggi per le aziende Automotive

Con l’adeguamento alle stesse norme europee per l’omologazione dei veicoli (norme UNECE), i veicoli omologati in Europa non dovranno più essere sottoposti a prove e certificazioni aggiuntive per l’esportazione in Giappone, con conseguenti risparmi di costi e tempi.
Tuttavia è stata prevista una clausola di salvaguardia che consentirà all’UE di reintrodurre le tariffe europee. Ciò potrà avvenire nel caso in cui il Giappone interrompa l’applicazione dei regolamenti UNECE, reintroduca o crei nuovi ostacoli all’export sul proprio mercato.
Un esempio importante e tuttora esistente di NTB sono le ‘kei cars’, vetture di piccola cilindrata e di esclusiva produzione giapponese. Questi prodotti ricevono un trattamento fiscale privilegiato, che sottrae una quota importante del mercato all’export europeo. Pur essendo una tematica fiscale non di pertinenza dell’Accordo, si tratta di una discriminazione che è auspicabile venga eliminata entro la chiusura dei negoziati.

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